Ti potresti innamorare
per quello che passa nel vento dei tuoi occhi
schizza contro il tergicristallo
belva catarifrangente
La pioggia cammina sui pezzi di vetro
sgretolando ammassi di nuvole
nell’angolo oscuro della fiamma
sulla mano aperta da dove non esci mai
Spiagge di albe stupide d’incanto
nell’inutilità dell’onda
crepa di spatola e calcina
tentativo di stupire
L’aroma corporeo che occupa adesso
il mio pezzetto di ghiaccio arancio
chiuso nella tazzina di caffè
invecchiato in un minuto
nei tumulti dei sogni
in attesa d’altro lunedì
vibrazione confusa che colpisce
per farmi impazzire in lontananza
nella fatica di vendere un cadavere.